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Incontro con l'Arte Visiva: progetti fotografici di Stefania Vilardo

Immagine del redattore: Stefania Vilardo
Stefania Vilardo
31 ago
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 2 set


“Le radici non si lasciano indietro. Si mettono in valigia e si portano a vedere il mondo."
“Le radici non si lasciano indietro. Si mettono in valigia e si portano a vedere il mondo."




Chi sono

Sono un'artista poliedrica e la mia sensibilità si esprime attraverso un dialogo costante tra fotografia e scrittura. Il mio percorso, nato da un'intima passione, si è trasformato nel tempo in una vera e propria missione espressiva. Raccontare storie attraverso le immagini mi spinge a esplorare temi complessi e stili differenti.


La mia filosofia artistica

Alla base della mia ricerca c'è l'idea che ogni immagine debba evocare una risonanza emotiva. Credo fermamente che la fotografia non sia una semplice documentazione della realtà, ma un mezzo per dare forma a sentimenti, stati d'animo e a quella dimensione onirica che lascia spazio all'immaginazione di chi guarda. Ogni mio scatto è studiato per veicolare un messaggio, stimolare una riflessione e creare una profonda connessione umana.

I miei progetti fotografici principali

1. Ritrarre le emozioni

Uno dei percorsi più toccanti che ho intrapreso è dedicato a ritratti di vita che indagano i pensieri e i sentimenti più intimi dell'animo umano. Attraverso la mia lente catturo momenti di vulnerabilità e autenticità, rivelando la bellezza dell'esistenza ma anche i suoi turbamenti.

  • La mia reinterpretazione del dolore: In questo filone si inserisce un'opera di forte impatto emotivo, con cui ho voluto affrontare il tema delicato della perdita perinatale. Ho immortalato una madre all'interno di una culla vuota, reinterpretando la Pietà di Michelangelo per dare corpo visivo al vuoto straziante di un figlio nato morto.

2. Radici: Natura e paesaggi

In questo progetto il legame con la mia terra e gli elementi naturali — i verdi dei prati, gli azzurri del mare e del cielo — si fonde completamente con la figura del viaggiatore. Utilizzo la fotografia per esaltare la bellezza dei luoghi, combinando la figura umana con il paesaggio in chiave fortemente evocativa.

  • Le mie ispirazioni pittoriche e surreali: Le immagini di questa serie richiamano le atmosfere pastello di Claude Monet e si spingono fino al surrealismo, offrendo un mio personale omaggio fotografico a "L'uomo con la bombetta" di René Magritte.

3. Progetti tematici e sociali

Realizzo spesso progetti concettuali che affrontano questioni culturali e dinamiche sociali complesse, con l'obiettivo di invitare il pubblico a un'analisi più profonda della realtà attuale.

  • Il sogno di mia madre: Un lavoro caratterizzato da una potente componente narrativa e generazionale. Attraverso le mie immagini faccio affiorare il peso delle aspettative, la trasmissione dei desideri da una madre all'altra e il valore della dedizione personale nel tempo.

L'importanza della mia narrazione visiva

Lo storytelling visivo è la chiave di volta di tutto il mio lavoro. Concepisco ogni progetto attorno a un nucleo narrativo preciso, dove ogni singolo scatto rappresenta il capitolo di una storia più ampia.

Inizio ogni mio percorso con una ricerca approfondita, studiando il tema e trovando ispirazione nella letteratura, nella saggistica e nel confronto quotidiano. Una volta definito il concetto, pianifico meticolosamente le riprese, selezionando le location e i soggetti che meglio possono interpretare la mia visione.

Impatto, riconoscimenti e connessione con il pubblico

Le mie opere hanno trovato un ampio riscontro sia a livello locale che nazionale. Ho esposto le mie fotografie in gallerie d'arte, festival e contesti architettonici di pregio (da Rimini a Diamante, da Padova a Venezia tra cui il prestigioso e storico Caffè Pedrocchi, il Museo Torre dell'Orologio di Vittorio Veneto e le Ville Venete come Villa Jacur-Romanin, Villa Farsetti, Villa Widmann), spazi che considero ideali per attivare conversazioni importanti e incoraggiare il dialogo su tematiche intime e sociali. I premi che ho ricevuto, tra cui il primo premio al Film Festival Amarcort, celebrano non solo il mio impegno tecnico, ma soprattutto la rilevanza e la sensibilità dei temi che ho scelto di portare alla luce, dandomi una spinta alla continua ricerca.

Conclusione

Il mio percorso dimostra come io intenda la fotografia: uno strumento attivo di espressione, denuncia e comunicazione. Con le mie mostre e i miei libri continuo a cercare un contatto autentico, dimostrando che un'immagine è molto più di una superficie impressa: è un ponte teso che costruisco per connettermi, riflettere e, soprattutto, sentire insieme a voi.


 
 
 

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